ARTIAS SEGRETO: OPERE EROTICHE


Chi ha detto che l'arte pornografica è una fiaba per adulti? In verità, è proprio così e ne fui colpito quando scoprii la pittura "pornografica" giapponese di Kiosai e Jichosai, che dal XVIII° al XX° secolo associarono erotismo delirante e umorismo feroce.

Ho conosciuto più tardi le opere di Toshio Saeki, il quale dice di se stesso, giustamente, di essere un pornografo rivoluzionario.

Nel maggio del 1968, in Francia e altrove, al di fuori di ogni discorso politico, vi fu una vera e propria rivoluzione sessuale: il proibito divenne possibile e anche, ahimè, a volte obbligatorio, con provocazioni varie ed eccessi, dovuti alla ubriacante consapevolezza della libertà senza limiti.

I disegni qui di seguito presentati, da me realizzati tra il 1964 e il 1968, in gran parte pubblicati nel 1978 da Cegna Editore in un piccolo libro tascabile, chiamato "Eros party", li rivedo oggi con nostalgia: sono passati diversi anni e queste piccole "follie" hanno il sapore, la stravaganza, l'umorismo costante che non va mai dimenticato e ne fa una chiave di lettura primordiale: più che "perversità" è gioco, fantasia.

Per concludere, quando c'è arte, la cosiddetta pornografia non esiste, diventa opera. Per me, l'unica pornografia è raffigurata dai disegni patetici che appaiano nelle toilette pubbliche, perché non c'è atto creativo, ricerca estetica. E' arte quando SORRIDE del suo erotismo e ciò che potrebbe apparire come depravazione non è ALTRO che GIOCO PLASTICO ED ESTETICO, IL PIU VECCHIO DEL MONDO !

Basta aver in mente tanti artisti, dagli antichi a Picasso, nomi di grande prestigio che hanno quasi tutti avuto questa particolarità, chiamiamolo pure "l'inferno" nella quale hanno avuto piacere a sfogarsi e ritrovare le fiabe… ma non più dell'infanzia!


PHILIPPE ARTIAS Numana 1985